In seguito al mio articolo sul prevedibile aumento di produzione di rifiuti sanitari derivante dall'emergenza coranavirus ho passato alcuni giorni a chiedermi se i metodi normalmente adottati per la gestione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo all'interno delle strutture sanitarie siano idonei e sicuri rispetto all'emergenza in atto.

Nei rifiuti prodotti dai pazienti affetti da COVID-19 è presente il virus? Per quanto tempo? Il rischio che questi rifiuti siano veicolo di contagio è reale, alto, significativo o trascurabile?

In oltre 20 anni trascorsi a vario titolo nel mondo dei rifiuti sanitari non mi sono mai imbattuto in una statistica relativa alle infezioni contratte attraverso i rifiuti sanitari sebbene l'attenzione che l'Organizzazione Mondiale della Sanità dedica a tali rifiuti lasci pensare che il problema esista, almeno nei paesi dove una vera e propria filiera di gestione non è ancora stata creata.

Sappiamo che il coronavirus si trasmette anche per contatto con superfici contaminate e non possiamo ignorare che molti dei rifiuti prodotti in questi giorni sono certamente “superfici contaminate”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato il tempo di sopravvivenza del virus sulle superfici da “poche ore a pochi giorni”, uno studio recente ha riscontrato che:

  • si riscontra fino a 3 ore dopo l’aereosolizzazione,
  • fino a 24 ore sul cartone,
  • fino a 2-3 giorni su plastica e acciaio.

Insomma, sembrerebbe che per 2-3 giorni i rifiuti contaminati devono essere manipolati con estrema cautela.

colture batteriche su petri

Ho provato a delineare alcune linee guida mutuate dal documento “Safe management of wastes from health care activities” e dalle disposizioni normative del D.P.R. 254/2003, adottando qualche cautela in più perché siamo in presenza di una grave emergenza sanitaria.

Il documento Linee Guida per la gestione dei rifiuti contaminati da Covid-19 è disponibile in versione pdf e versione epub.

Chiederei agli interessati che lo leggeranno  di inviarmi eventuali commenti, segnalazioni, correzioni. Sono inoltre disponibile a fornire, gratuitamente, il file editabile di quanto sopra con l’unica richiesta di citare la fonte e inoltrarmi eventuali ri-elaborazioni al fine di rendere il più possibile aggiornato, corretto e completo il presente testo.

 

In questi giorni mi è stato segnalata la linea guida ISS: “Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Gestione dei Rifiuti. Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus sars-cov-2. Versione del 14 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020 (Rapporto ISS COVID-19, n.3/ 2020)”. Nel prossimo articolo, partendo da tali indicazioni, vorrei approfondire il tema dei rifiuti domestici potenzialmente infetti.